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L'Abbazia delle Tre Fontane, custodita dai monaci Cistercensi Riformati Trappisti, è un luogo che non tutti a Roma conoscono, rimasto per certi aspetti un po' fuori dal tempo e dai comuni itinerari turistici della capitale. L'Abbazia, quasi nascosta dal prezioso bosco d'eucalipti che la circonda, racchiude al suo interno un patrimonio storico, artistico e spirituale reso inestimabile dalla memoria del martirio dell'Apostolo Paolo, che qui fu decapitato nel 68 d.C.
Punto d'accesso all'Abbazia è via delle Acque Salvie (una traversa della via Laurentina), un viale alberato che conduce in un vasto spiazzo dominato dall'arco d'ingresso al complesso abbaziale. 
Attraverso il suo portale si scorge già la sagoma romanica della chiesa dei SS Vincenzo e Anastasio (XII secolo) che in vari momenti della giornata si riempie del vibrante canto dei monaci.
Sulla destra, s'incontra la piccola chiesa di S. Maria Scala Coeli, a pianta ottagonale, gioiello d'epoca rinascimentale.
Un vialetto tra le due chiese conduce alla chiesa di S. Paolo, più comunemente nota come "Chiesa delle Tre Fontane" eretta a ricordo del martirio di San Paolo che qui fu decapitato nel 68 e la cui testa, secondo la tradizione, sarebbe rimbalzata tre volte sul terreno, facendone scaturire ad ogni balzo una sorgente d'acqua.
A partire dal V secolo, su questo luogo furono edificati prima tre altari con relative fontane (da cui il nome della località) e, in seguito, una chiesa, attorno alla quale sorse poi un monastero.
Nel 1138 alle Tre Fontane giunsero i Cistercensi i quali, fra alterne vicende, vi rimasero sino al 1808, anno in cui la dominazione napoleonica li costrinse ad abbandonare il luogo che, a causa dell'incuria, divenne ben presto paludoso e malarico.
Nel 1868 l'Abbazia fu affidata ai monaci Trappisti, che misero in atto una grandiosa opera di bonifica piantando migliaia d'eucalipti - piante rustiche e di rapido sviluppo - che trasformarono la zona in uno splendido bosco, migliorando considerevolmente le condizioni del  luogo; inoltre, con le foglie balsamiche di queste piante, i monaci iniziarono a preparare specialità ormai universalmente apprezzate quali l'estratto d'eucalipto (un antico rimedio contro le affezioni delle vie respiratorie) e l'Eucalittino ovvero il liquore d'eucalipto. Nel frattempo, nel 1880, un altro gruppo di monaci trappisti diede vita, in un convento sulla via Appia antica, alla prima fabbrica di cioccolato della capitale che, da subito, si distinse per bontà e genuinità, qualità mantenute inalterate sino ad oggi.
Le Tre Fontane divennero così meta di gitanti, attratti oltre che dalla bellezza del luogo e dalla devozione, anche dalla meritata fama del cioccolato e dei liquori d'eucalipto.
Tradizione mai interrotta.
Ancora oggi, in quest'oasi di verde e di pace, sicuramente uno tra i più antichi e suggestivi monasteri d'Italia, i monaci, rispettando scrupolosamente le ricette originali, continuano a produrre liquori d'erbe, miele ed olio. |